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L’idea dell’ Abbecedario, strumento della scuola del leggere, scrivere e far di conto, è un modo originale e simpatico per entrare nella “mappa” dei diritti dei bambini, approvata dall’ONU nel 1989 e in seguito dal Parlamento italiano, ma non ancora diventata norma operativa nel mondo.

Oggi sul Pianeta esistono aree più o meno vaste e preoccupanti dove la sofferenza dell’ infanzia è conseguenza dell’indifferenza egoistica del mondo degli adulti verso i bisogni primari dei bambini.

Questo libro, che parte ogni volta da una parola, la quale ogni volta richiama un problema concreto, stimola riflessioni che coinvolgono tutti: gli adulti ma anche gli stessi bambini. Mi pare infatti di grande efficacia dal punto di vista educativo, quando si parla di diritti, il richiamo ai doveri.

E’ questo coraggio di collegare sempre alla enunciazione del diritto il concetto di dovere, che distingue questo libro da altri testi in cui la retorica del diritto mette in secondo piano il senso della responsabilità.

E’ con questa formula serena e gioiosa e nello stesso tempo seria che l’Abbecedario intende proporre a tutti, compresi i bambini, una riflessione responsabile sulla condizione dell’infanzia di oggi e sui modi per innalzarla al livello di civiltà.

Una proposta dell’UNICEF che con un linguaggio semplice, chiaro, essenziale, dovrebbe essere diffusa nelle famiglie e nelle scuole. 

                        Mario Lodi